Proteggere la proprietà intellettuale quando si esporta in Cina

Oggi, 26 aprile, si celebra il World Intellectual Property Day, ovvero la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale. L’obiettivo è promuovere una sempre maggiore consapevolezza nelle imprese dell’importanza di tutelare la propria proprietà intellettuale e capitale di idee, specie quando ci si affaccia ai mercati internazionali.

Proprietà intellettuale ed Export in Cina

Spesso con i clienti che iniziano con noi il loro percorso di internazionalizzazione in Cina ci focalizziamo su come valutare se la Cina è il mercato giusto, come muovere i primi passi, come farsi conoscere e come stabilire partnership, ma capita di tralasciare quelle parti più “noiose” come la proprietà intellettuale.

Non è un segreto che i cinesi siano abbastanza bravi a scopiazzare e a fare dei “falsi autentici”, come gli orologi “Rollex”, le borse “Cuggi” o le tute “Adidos”. Tuttavia ci sbagliamo se pensiamo che il problema sia limitato al settore del fashion e del lusso e la storia che ti voglio raccontare oggi ti farà riflettere su quanto il rischio che la tua brand identity venga “rubata” è reale in qualunque settore tu operi.

Il caso Ferrero

“Ambrogio, ho un leggero languorino”. Chi non conosce o non ricorda questa famosa frase di una pubblicità anni 80-90 che ha reso celebre il Ferrero Rocher?

Ma questo cioccolatino non ha fatto venire l’acquolina in bocca solo a noi italiani, ma – alla pari con la Nutella – è diventato celebre in tutto il mondo, anche in Cina, dove inizia la disavventura di cui oggi voglio parlarti.

Noti somiglianze?

ferrer rocher Cina
plagio ferrero rocher in Cina

La copia cinese dei Ferrero Rocher

In Cina i Ferrero Rocher non hanno avuto successo solo per il loro gusto appetitoso, ma hanno affascinato i consumatori con la loro veste dorata e l’elegante confezione, che lo rendono un regalo perfetto per ogni occasione.

Questo successo non è passato inosservato e l’azienda cinese Montresor ha pensato di poter trarre profitto fabbricandosi per conto suo le praline di cioccolato, dal nome Tresor Dore, che somigliavano sospettosamente a quelle di Ferrero e le ha confezionate allo stesso modo, compresa la lamina d’oro e la piccola etichetta col nome sopra.

Queste praline però hanno lasciato molto delusi sia gli sventurati che li hanno assaggiati sia la stessa Montresor, che non aveva fatto bene i calcoli. La Ferrero infatti non ha lasciato correre la cosa e ha intentato una causa contro Montresor, vinta nel 2008, con un risarcimento simbolico di 50.000 euro e il ritiro immediato di Tresor Doré dal mercato.

Come tutelare la proprietà intellettuale in Cina

Intanto il mercato mondiale viene ancora inondato da prodotti cinesi identici in tutto e per tutto a prodotti già esistenti e la lotta ai tarocchi, se non hai la forza legale della Ferrero, ahimè rimane molto difficile. Quindi cosa fare?

Una delle prime cose che consigliamo ai nostri clienti è pensare a come si traduce la propria brand identity per il mercato cinese (logo, colore, nome che abbia connotazioni corrette…) e registrarla prima dell’ingresso sul mercato cinese.

Stessa cosa per le innovazioni teconlogiche, per le quali consigliamo anche di richiedere il rilascio di un brevetto che abbia validità estetsa anche sul territorio cinese.

Tali cautele aiuteranno a prevenire che qualcuno in mala fede si appropri dei tuoi marchi o sfrutti non autorizzato i risultati delle tue attività di ricerca e sviluppo.

Per cui, che tu voglia proteggere la tua brand identity o un brevetto su un software da te ideato, se stai cercando l’assistenza di uno studio legale, cercane uno che abbia precedenti esperienze di lavoro in Cina.

Noi di Mallei, in collaborazione con la nostra partner East Media, possiamo aiutarti!

Giulia Infussi
Giulia Infussi
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