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L’export per finire in bellezza il 2024: come conquistare il mondo

Solo perché agosto sta giungendo al termine e le vacanze sono un lontano ricordo, non significa che la nostra voglia di viaggiare si sia spenta. 

Inauguriamo questa ripartenza con un viaggio in giro per il mondo per scoprire quali sono le migliori frontiere dell’Export: le mete che si sono rivelate promettenti negli scorsi mesi e a cui dovresti prestare maggiore attenzione nei prossimi tempi. 

Ma prima di passare all’espansione globale, ti proponiamo una breve panoramica dell’assetto mondiale attuale in modo che tu possa scoprire cosa incide e cosa inciderà sul commercio mondiale nei prossimi mesi. Ti racconteremo gli aspetti più d’impatto in questo 2024: dalle elezioni americane ai due conflitti principali che dominano la scena politica globale e che hanno causato uno spostamento dell’asse economico mondiale.

Quindi, come diciamo sempre: Pronti!

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In questo articolo scoprirai

Il mondo nel 2024 da Occidente a Oriente

Come va il mondo nel 2024? E soprattutto, quali avvenimenti stanno avendo un reale impatto sui rapporti commerciali?

Apriamo il nostro tour con uno degli eventi più seguiti in questo 2024: le elezioni del/la prossimo/a Presidente degli Stati Uniti. Chi assumerà una delle cariche più importanti a partire dal prossimo anno e quali saranno le conseguenze? Nei prossimi paragrafi cercheremo di darti una risposta basandoci sul parere di un esperto di Export negli Stati Uniti.

Ai fatti che stanno stravolgendo le dinamiche internazionali si aggiungono poi due grandi sfide che le economie mondiali si trovano a fronteggiare ormai da diverso tempo. Parliamo del conflitto russo ucraino, iniziato più di due anni fa e di quello israelo-palestinese, più di lunga data, ma inaspritosi in modo particolare nel corso dell’ultimo anno. 

Sempre nei prossimi paragrafi, vedremo gli effetti di questi due eventi sui commerci internazionali.

Pare poi che anche in Estremo Oriente avvengano fatti davvero degni di nota: a fine anno, dopo ben cinque anni, la Corea del Nord riaprirà al turismo. Il paese aveva chiuso le frontiere per il Covid-19 ed è ora pronto a riaccogliere turisti (seppur con qualche problema). 

Impossibile non menzionare poi una novità riguardante il rapporto tra Italia e Cina. Il 29 luglio, infatti, la premier Giorgia Meloni e il presidente cinese Xi Jinping hanno firmato il piano triennale d’azione 2024-2027, che prevede la valorizzazione di progetti già avviati e al contempo ha lo scopo di dare avvio a nuove collaborazioni.

Dopo questo breve recap di ciò che sta accadendo, da ovest a est, siamo pronti a partire verso le frontiere più promettenti per l’Export italiano e vedere quali sono le conseguenze dirette e indirette degli eventi di maggior portata.

Previsioni per il commercio mondiale nel 2024 e nel 2025

Prima di indicarti gli stati più interessanti su cui mettere le tue puntine sul mappamondo, vogliamo riportarti qualche previsione dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) riguardante il periodo 2024-2025 che potresti trovare davvero interessante. L’ultima edizione del “Global Trade Outlook and Statistics” dell’OMC prevede una graduale ripresa del volume del commercio mondiale di merci nel 2024 e 2025. Ciò fa seguito a una contrazione nel 2023, determinata dagli effetti del costo elevato dell’energia e dell’inflazione nelle economie mondiali, ma soprattutto europee.

Il commercio di merci è previsto che cresca del 2,6% nel 2024 e del 3,3% nel 2025, dopo una diminuzione dell’1,2% nel 2023. Potrebbe comunque insorgere un eventuale ribasso dovuto alle tensioni geopolitiche e all’incertezza delle politiche economiche.

Per quanto riguarda i servizi un aspetto particolarmente favorevole è rappresentato dalle esportazioni di servizi forniti digitalmente, che hanno raggiunto i 4,25 trilioni di dollari nel 2023, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

Sempre secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio, tutte le regioni nel mondo dovrebbero riuscire a contribuire positivamente alla crescita delle esportazioni e delle importazioni nel 2024. Ma più in particolare, l’Asia dovrebbe far aumentare circa del 1,3% le esportazioni e del 1,9% le importazioni.

Le frontiere dell’Export: le destinazioni perfette per i tuoi affari

Com’era “se per caso cambiasse il mondo, io mi sposto un po’ più in là”? Non proprio, ma il senso del contenuto di questo articolo risiede proprio in questa frase. 

L’assetto attuale infatti determina i paesi migliori in cui esportare e a cui puntare per nuovi rapporti commerciali. A tal proposito all’interno del Doing Export Report 2024, SACE, il gruppo assicurativo-finanziario specializzato nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale, ha individuato 14 Paesi che si sono distinti per crescita, ambizione, trasformazione e potenziale per le esportazioni delle aziende italiane.

Nella lista rientrano USA, Arabia Saudita, Messico, Brasile, Colombia, Turchia, Serbia, Egitto, Marocco, Sudafrica, India, Cina, Vietnam e Singapore.

A meritare una menzione e un focus speciale è senz’altro il Messico. Come dichiarato da Alessandra Ricci, amministratore delegato di Sace, il Messico è tra le economie a più alto potenziale e il primo destinatario dell’esportazione di beni italiani in America Latina.

Infatti, l’economia messicana è la più aperta tra le principali dell’area (l’interscambio commerciale sul Pil ammonta all’88%) e presenta forti legami con il mercato statunitense ed è molto diversificata a livello di produzione manifatturiera.

È attesa una crescita per il commercio italiano in Messico che riguarderà nello specifico la domanda di macchinari, prevista in aumento rispettivamente del 6,2% e del 6,6% quest’anno e il prossimo e che potrà trovare ampi sbocchi dato l’assetto manifatturiero messicano. La domanda di macchinari italiani inoltre, non riguarda soltanto il Messico, ma in maniera consistente anche il Brasile. 

Tra i principali settori di export avremo poi quello dei mezzi di trasporto (+5,1% nel 2024 e +4,7% nel 2025) grazie al buon posizionamento messicano nelle filiere dei veicoli elettrici. Sebbene ancora in modo contenuto, il settore dell’aerospazio è in forte espansione e potrebbe dunque costituire una fonte di domanda per le imprese italiane del settore.

Ti stai chiedendo quale fattore potrebbe aver garantito la posizione sul podio al Messico? Sicuramente il già menzionato conflitto israelo-palestinese e la conseguente crisi nel Canale di Suez che detiene un ruolo cruciale negli scambi commerciali con l’Asia. Infatti, l’interruzione del passaggio delle navi per il canale di Suez ha provocato un aumento dei costi del trasporto marittimo, in particolare nei traffici tra Asia e Mediterraneo, costringendo in una certa misura gli investimenti economici in aree più “tranquille”. 

Al contempo tuttavia, il conflitto russo-ucraino, ha innescato un riassetto energetico internazionale che ha portato vantaggi inattesi ai Paesi del Golfo. Sono infatti aumentate le loro esportazioni di prodotti petroliferi e l’obiettivo di una diversificazione produttiva, ha avuto e continua ad avere effetti positivi per l’export italiano. 

La domanda di beni made in Italy è infatti in crescita, in particolare in Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, dove i nostri prodotti hanno registrato tassi di incremento notevoli nel 2023. 

Spostandoci ancora più a Oriente, troviamo uno dei maggiori partner italiani: la Cina

Come già anticipato, a fine luglio Italia e Cina hanno firmato il piano triennale d’azione per la creazione di nuove collaborazioni e la continuazione di progetti già avviati. Con la firma dell’accordo, il Presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato la sua intenzione a impegnarsi nel migliorare e ottimizzare la cooperazione in vari settori, tra cui spiccano quello dei veicoli elettrici e tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale; ma anche la produzione industriale, e l’innovazione tecnologica più in generale. 

Voliamo ora ad Ovest e parliamo di un’altra pedina fondamentale nelle sorti del commercio mondiale. Stiamo parlando degli Stati Uniti d’America ovviamente, che rimangono uno dei principali partner commerciali per l’Italia e per buona parte delle economie mondiali. 

Come anticipato, un evento cruciale che riguarda gli USA determinerà le sorti degli scambi commerciali con i paesi con cui intrattiene rapporti: le elezioni del prossimo o della prossima presidente.

Lo scorso 21 luglio l’attuale Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha ritirato la propria candidatura per quello che sarebbe stato il suo eventuale secondo mandato alla Casa Bianca. 

A prendere il suo posto è stata la Vice Presidente Kamala Harris, nuova avversaria quindi del candidato repubblicano ed ex Presidente Donald Trump. 

Il 1 agosto 2024 Lucio Miranda, Presidente di Export USA, a Timeline, trasmissione di Sky Tg24, ha parlato delle probabili sorti degli scambi commerciali statunitensi a seconda dell’esito delle elezioni. 

Miranda ha introdotto il suo intervento menzionando le due differenti politiche economiche e monetarie e ha chiarito come una vittoria democratica sarebbe probabilmente più vantaggiosa per l’Export italiano. Se presumiamo infatti che, in caso di vittoria, Harris proseguirebbe con le stesse politiche economiche del suo predecessore Biden, ad attenderci ci sarebbe presumibilmente una continuazione degli anni d’oro che sono arrivati fino ad oggi.

Nel caso vincesse Trump, per chi vuole espandere i propri affari negli USA la situazione potrebbe essere più complicata: il candidato repubblicano parla di un aumento a tappeto dei dazi doganali sui prodotti, per quanto in passato si sia già rivelata una scelta poco saggia.

Le condizioni sarebbero piuttosto sfidanti insomma per le aziende italiane che intendono esportare negli Stati Uniti: il consiglio di Miranda in tal senso è quello di strutturarsi meglio “a come voler impostare il servizio. Il livello del servizio in America è più importante del prodotto o è importante tanto quanto il prodotto. Quindi le aziende italiane devono avere una struttura molto più solida, ovvero avere una struttura molto più solida per riuscire a immedesimarsi nelle realtà di questo mercato”.

Olimpiadi Export: chi si è posizionato sul podio nel 2023?

Ora che abbiamo visitato le destinazioni più promettenti, vediamo attraverso una ricerca commissionata proprio da Mallei, condotta da BSI (Build Sustainable Innovation – Bocconi) quali sono stati i partner commerciali principali per l’Italia nel 2023.

La stragrande maggioranza delle esportazioni italiane trova destinazione nei paesi europei, per un 66% del totale, di cui il 52% è diretto verso gli Stati membri dell’Unione Europea. A seguire troviamo invece mercati importanti come quello nordamericano con circa l’11,8% e i paesi del Sud-Est asiatico con circa l’8%. Queste stesse regioni costituiscono anche le principali fonti di importazione per l’Italia. Al contrario le percentuali più basse di esportazioni e importazioni italiane sono registrate nell’Africa centrale e meridionale e nell’Asia centrale. 

Quali partner commerciali italiani sono arrivati sul podio nel 2023? Germania con il 12% di esportazioni italiane, Stati Uniti con l’11% e Francia con il 10%. La Germania si è confermata anche il principale partner per quanto riguarda le importazioni con una quota del 15,2% seguita da Cina e Francia, entrambe al secondo posto con l’8%.

Dopo questa guida da Tour Operator per l’Export, siamo curiosi di sapere quale meta ancora inesplorata hai scelto o sceglierai per far viaggiare la tua attività.
Contattaci per parlarci del tuo prossimo piano di espansione: scrivici la meta e proviamo a partire insieme grazie a una strategia strutturata pensata ad hoc sulle tue esigenze!
Bon voyage
Silvia Demartis
Silvia Demartis

Copywriter e digital strategist

Articoli: 33

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